Sigismondo malatesta a Rimini

Sigismondo Malatesta signore di Rimini Carlo Malatesta non avendo figli, chiese e ottenne dal Papa di riconoscere i tre figli illegittimi del fratello Pandolfo III: Sigismondo, Domenico e Galeotto Roberto. Quest'ultimo succedette a Carlo Malatesta, morto a Longiano (provincia di Rimini)nel settembre del 1429.

Ma il nuovo signore di Rimini era più interessato a seguire la regola del terz'ordine francescano, non essendo per nulla vessato nelle arti politiche e militari.

Il ramo malatestiano di Pesaro cercò di approfittare della situazione per far scoppiare delle rivolte a Rimini. Sigismondo, raccolto un esercito, riuscì a soffocare la rivolta. Galeotto Roberto rinunciò sua sponte al potere e si ritirò nel convento di Santarcangelo, nel quale sarebbe spirato nel 1432.

Salì al potere a soli sedici anni Sigismondo Pandolfo Malatesta. Sigismondo fu forse il più eclettico personaggio della casata: capitano di ventura, mecenate, abile diplomatico e calcolatore.

Nel 1433 Sigismondo fu nominato cavaliere dall'imperatore Sigismondo di Lussemburgo, che fermatosi a Rimini, venne accolto con ricchi e splendidi festeggiamenti dal Signore di Rimini, che vedeva nell'omonimia un segno del destino.

In questi anni il Malatesta, considerato uno dei migliori capitani dello Stato Pontificio, si contrappose sul campo a Federico di Montefeltro.

Nel 1437 ebbero inizio i lavori di costruzione del Castel Sismondo, solido baluardo a difesa del potere dei Malatesta e allo stesso tempo sfarzosa residenza principesca.

Nel 1447 il Malatesta fu al soldo di Alfonso d'Aragona contro Venezia e Firenze. Ma un ritardo nel pagamento degli stipendi portò il Sigismondo a defezionare da Alfonso d'Aragona e a passare al servizio dei fiorentini.

Nel 1449 avevano avuto inizio i lavori alla chiesa di San Franceso, destinato a divenire il Tempio Malatestiano, una chiesa che, più che Dio avrebbe esaltato la gloria di Sigismondo e della sua signoria. L'anno seguente fu affidata a Leon Battista Alberti la progettazione dell'esterno del Tempio. Sigismondo in questo periodo si circondò di vari artisti, cosa che accadde anche nelle altre signorie italiane. A Rimini giunsero vari artisti e intellettuali prestigiosi: Piero della Francesca, Agostino di Duccio, Matteo dè Pasti, Roberto Valturio, Basinio di Parma.

Nel 1459 fu eletto al soglio pontificio Enea Silvio Piccolomini, che assunse il nome di Papa Pio II; ma il nuovo pontefice si dimostrò da subito ostile al Malatesta e gli impose pesanti condizioni. Sigismondo offesosi per il trattamento subito fece alcuni gesti che scatenarono le ire del Papa. Il Pontefice riunì nel Natale del 1460 un concistoro contro Sigismondo Pandolfo Malatesta. Egli era accusato dei crimini più infamanti, fu colpito da scomunica e bruciato in effigie.

Tale evento segnò nella storia l'inizio dell'epilogo della Signoria dei Malatesta. Sigismondo venne sconfitto e perse tutti i suoi domini a ad opera dell'esercito del Papa, che si era alleato a quello di Federico da Montefeltro. Al Malatesta fu fatta un'unica concessione, accordandogli solo il governo di Rimini. Morì nel 1468 e venne sepolto nel Tempio Malatestiano, incompiuto.

Sigismondo Pandolfo Malatesta ha lasciato in eredità a Rimini un grandissimo patrimonio artistico e culturale. Le tappe obbligate, per chiunque scelga una vacanza a Rimini, sono sicuramente la Rocca Malatestiana e il bellissimo ed incompiuto Tempio Malatestiano.